Come creare un blog da soli?

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Hai l’idea di aprire un blog e stai iniziando a informarti su come poter strutturare al meglio il tuo progetto online. Se hai cercato notizie sull’argomento è probabile che in questo momento ti senta confuso di fronte alle due principali visioni sull’attività di blogging. Da una parte avrai certamente ascoltato i contenuti di chi considera l’apertura di un blog come un’attività semplice, alla portata di tutti e anche a costo zero, dall’altra parte, invece, sarai incappato sulla folta schiera di tools, programmi, servizi, strategie e strumenti utili/necessari per il blogger e che di certo richiedono un minimo di preparazione tecnica e di budget.

Dopo dodici anni di blogging, in cui ho iniziato io stessa da zero, posso dirti che la seconda visione è la più realistica soprattutto se la tua intenzione è quella di rendere il blog e la scrittura sul web uno strumento concreto per raggiungere altri obiettivi di realizzazione personale e professionale. Detto questo… niente panico! Ho aperto diventareblogger allo scopo raccogliere le informazioni che possono rendere più facile il blogging a chi vi si approccia e per fare un po’ di ordine tra la propria idea di progetto e gli strumenti necessari per raggiungerlo. Fare blogging, oggi più di ieri, è un’attività complessa ma non impossibile. È sicuramente un impegno per chi non teme di mettersi in gioco. Ci saranno momenti in cui si avrà la sensazione di aver perso tempo e altri in cui i risultati sperati appariranno annebbiati e confusi. Eppure, se non ci si arrende, il blogging si trasforma in uno splendido percorso di crescita e realizzazione personale.

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Qual è lo scopo di un blog?

Riparto dalle basi, perché le prime cosa da chiarire riguardano: che cosa è un blog (e cosa non è), a cosa serve o a cosa può servire nel tuo percorso personale/professionale. Il fenomeno del blog (termine nato dalla contrazione dell’inglese web-log, cioè «diario in rete») è iniziato in America il 18 luglio 1997, una data simbolica individuata a partire dallo sviluppo del primo software per la pubblicazione, progettato da Dave Winer e, anche, dalla creazione di RobotWisdom il primo blog aperto dal commerciante Jorn Barger per condividere le ricerche in rete sulla caccia, sua grande passione. I nascenti weblog o blog di quegli anni erano soprattutto liste di link commentate, un servizio molto utile per cercare risorse in rete quando ancora non erano diffusi i motori di ricerca. Tra il 1999 e il 2000, i blog hanno iniziato a diffondersi anche in Italia e, contemporaneamente, hanno iniziato a circolare diversi servizi tra cui il noto (è super utilizzato in quegli anni) MySpace.

Che differenza c’è tra un blog è un sito web?

Era il periodo antecedente alla nascita dei social network dove si poteva già intuire il nascente desiderio delle persone di poter avere uno spazio personale, personalizzabile e accessibile dalla rete nel quale raccontarsi, esibire le proprie passioni e crare contatti in un modo più dinanico di quanto era possibile con i siti web tradizionali, considerati perlopiù strumenti per le aziende e per i professionisti; ossia una sorta di brochure e biglietto da visita online. A partire dal 2010, dopo aver valicato la concorrenza e il successo dei nascenti social network Facebook e Twitter, il blog ha iniziato a essere considerato nel suo potenziale più ampio ovvero come servizio utile per far conoscere la propria azienda o attività accanto alle altre piattaforme di comunicazione.

Il blog funziona in maniera simile al sito web, ha infatti un indirizzo (url), presenta contenuti testuali e multi mediali (immagini, audio, video), comunica informazioni e riporta i contatti. La caratteristica che maggiormente lo differenzia dal sito web è l’organizzazione dinamica dei contenuti, il costante aggiornamento e la pubblicazione anti-cronologica (dal più recente al più vecchio) degli argomenti. Un blog “vivo” è infatti quello che si avvicina molto all’idea di testata giornalistica, ossia che fornisce notizie fresche e aggiornate su uno o più argomenti. Il blog può comunque essere integrato all’interno di un sito web, un sistema questo utilizzato oggi da molti professionisti o aziende per offrire contenuti di valore agli utenti, accrescere l’engagement e aumentare l’autorevolezza del brand in un determinato settore di mercato.

Il blogger professionista è anche definito content writer (scrittore di contenuti), o meglio, web content writer (scrittore di contenuti per il web). Il suo ruolo – da non confondere con il copywriter (testi pubblicitari, finalizzati alla vendita) sebbene spesso s’intreccino e sovrappongano – consiste nel realizzare testi SEO friendly e coinvolgenti per il pubblico, destinati a siti web, blog, portali, riviste online, e-commerce e blog.

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Cosa bisogna sapere prima di aprire un blog?

Quando ho iniziato la mia avventura nel blogging ero spinta più che altro da una grande passione per la scrittura e dalla possibilità che il blog offriva di essere letti da un pubblico. Ho iniziato a parlare dell’argomento che conoscevo meglio seguendo la mia preparazione universitaria e lavorativa, ossia l’educazione dei bambini piccoli. A dirti la verità, quando mi è capitato di rileggere quei miei primi pezzi mi si è accapponata la pelle. Usavo tecnicismi che rendevano la lettura poco fluida (anche a me che l’avevo scritta!) e non sempre i tempi erano proprio del tutto corretti. A scuola s’imparano le regole della lingua e della scrittura ma si diventa capaci di scrivere realmente solo quando queste rimangono sullo sfondo più remoto e smettono di impastare le frasi.

Ciò che oggi mi è chiaro – e che dico in risposta a tutti quelli che commentano “eh, ma tu sai scrivere bene!” – è il fatto che non si nasce “sapendo scrivere bene”. A meno che la scrittura (e la lettura) non sia già stata una parte consistente delle proprie giornate, una volta terminata la scuola la maggior parte delle persone non sa dare a un testo una forma piacevole. Perché succede? In primis perché anche la scrittura, come la maggior parte delle attività umane, richiede esercizio e costanza. È un muscolo da allenare e, se inizierai con dedizione il tuo progetto di blog, sono sicura che tra un po’ di tempo ti stupirai da solo del grande cambiamento.

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Quindi, la prima cosa da fare per aprire un blog è saper scrivere in maniera abbastanza decente e non smettere di allenare "il muscolo" della scrittura. Si migliora solo con il tempo e con l'esercizio. 

Diventa utile, se non fondamentale, documentarsi, leggere molti testi e contenuti con occhio critico, osservare gli stili, provare a modificare il proprio, lasciare decantare un testo prima di rileggerlo per la pubblicazione. Scoprirai che la scrittura per il web e, in particolar modo, la strutturazione di un testo per la SEO, hanno regole proprie che occorre conoscere (se sei interessato ad approfondire lo stile di scrittura per il web e la SEO lascia un commento al post). La scrittura è ovviamente una competenza necessaria per diventare un blogger o realizzare un proggetto di blog ma non è la sola. Diciamo che è l’indispensabile punto di partenza per iniziare. La maggiorparte delle altre skills le si apprendono lungo il percorso perché, mano a mano che nasceranno nuovi bisogni, il blogger va alla ricerca degli strumenti e delle conoscenze per soddisfarli.

Prima di approcciarsi alla parte tecnica del blog (scelta della piattaforma, creazione della struttura, redazione dei contenuti, ecc…) è indispensabile fermarsi per fare una ricerca sull’argomento scelto, per provare a immaginare la struttura del blog, a individuare i sottoargomenti, cioè le aree che diventeranno con molta probabilità le “categorie” presenti sul sito. Ti consiglio di valutare tutto ciò che riesci, ancora prima di mettere le mani in pasta, così da poter iniziare con le idee chiare e non rischiare di abbandonare troppo presto il tuo progetto. Se l’idea non ti convince al 100, può essere che non sia quella giusta. Vaglia più alternative.

- Tra gli argomenti di tuo interesse (se non è ancora definito) trova un equilibrio tra ciò che ti appassiona, e quindi potresti scriverne per anni, e ciò che invece vorrebbe trovare il tuo pubblico potenziale.
- Scrivi almeno 5 articoli di prova su quel determinato argomento per capire quanto è sostenibile, quanto riesci a documentarti e a rendere originali i contenuti. Da questi, inizia a redarre il tuo piano editoriale.
- Fai ricerca sul web per trovare quali sono le domande che le persone già formulano intorno a quell'argomento specifico. Usa la navigazione in incognito (ad esempio, su Chrome, è sufficiente cliccare sui tre puntini in alto a sinistra della finestra del browser e selezionare "Nuova finestra di navigazione in incognito", è una funzione che ti permette di creare una sessione temporanea e isolata dalla sessione principale e dai dati di navigazione. Ti consiglio di usare altri servizi come Google Trends, Google ads, Semrush, Seozoom, Ubersuggest, ecc...) per compiere la tua ricerca di parole chiave e di contenuti interessanti e posizionabili sul web.
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Come creare un blog da 0?

Se parti da zero e il tuo obiettivo è quello di creare un blog in maniera autonoma, la prima cosa da fare è conoscere questi strumenti e concetti fondamentali.

Hosting

L’Hosting è il servizio online che ti permette di pubblicare il tuo sito, applicazione o blog, affittando uno spazio su un server fisico per l’archivio dei file che occorrono per far funzionare la navigazione sulle pagine. Detto in maniera metaforica è la casa che ospiterà il tuo progetto o i tuoi progetti web. Puoi affittare anche un’intera palazzina se ti servono più appartamenti (siti). Nella mia esperienza, mi sto trovando decisamente bene con i servizi di hosting offerti da Siteground, non è l’unico ma ne sentirai parlare perché è molto utilizzato dai blogger. Ho un piano GrowBig dal momento in cui gestisco più domini su un unico hosting ma esiste anche il piano StartUp (il più economico) per chi ha un solo sito ed è sotto le 10.000 visite/mese.

Dominio

Il nome di dominio o, semplicemente, dominio corrisponde ai termini che appaiono dopo il www. degli indirizzi web oppure dopo il simbolo @ delle email. In breve, è il nome che vorrai dare al tuo sito web o blog ed è quello che, una volta acquistato da un host di dominio, accompagnerà per sempre (PER SEMPRE!!!) il progetto.

Per questo, ti consiglio di non avere fretta nel compiere la scelta del nome ma di valutare bene molte opzioni oltre che la disponibilità del dominio (già, potrebbe capitarti che il nome da te scelto non sia più disponibile, a volte è sufficiente cambiare l’estensione, ossia il .it, .com, .org, .net, .info, ecc… per trovarlo libero). Escludendo il mio primo blog per il quale solo nel tempo mi sono resa conto che il nome individuato era poco riconducibile agli argomenti trattati, nei siti sui quali sto lavorando attualmente ho compiuto scelte diverse e più strategiche ma ci sono anche altre possibilià che ti riassumo qui sotto.

  • In due dei miei siti (tra cui questo) ho optato per un ‘nome Keyword’, ossia che già riportasse la possile query ricercata dall’utente. Questo sistema è ottimo per i blog che offrono informazioni, servizi specifici, consulenza e guide.
  • Negli altri siti ho individuato una parola (ho scelto l’inglese) che fosse facile da ricordare, avesse un suo evocativo e potesse facilmente diventare il nome del brand.
  • Diversi blogger o professionisti scelgono di comporre il dominio del sito utilizzando il proprio nome e cognome, questo è certamente un’ottima strategia di personal branding, anche se è importante poi riuscire a far diventare quel nome e cognome (o costruzione dal nome, o nickname) come riconoscibile dal target di riferimento e facilmente riconducibile ai contenuti.
  • La scelta di un nome poetico, distante dai contenuti del sito, è quella che più eviterei a meno che non sia talmente accattivante da funzionare come gancio e riuscire a incuriosire/coinvolgere l’utente.

CSM (Content management system)

Per fare blogging è assolutamente, totalmente, completamente necessario (sono stata convincente?) saper utilizzare un CSM ossia un sistema di gestione dei contenuti, il programma che consente di creare e pubblicare gli articoli. Uno tra i più famosi è WordPress e se non hai avuto mai modo di utilizzarlo ti consiglio di iniziare. Non è difficile ma bisogna fare un po’ di pratica. Se deciderari di attivare il tuo dominio con Siteground, WordPress sarà installato direttamente sul Site Tools attraverso una procedura guidata davvero semplice. Non sarà quindi necessario registrarsi su WordPress.org ma accederai al tuo sito direttamente dalla piattaforma di Siteground. Per usare i CSM non è necessario conoscere il linguaggio di programmazione anche se un po’ di infarinatura di certo non guasta!

Altri CSM famosi sono Joomla | Drupal | Magento | PrestaShop, questi ultimi due sono adatti per creare e-commerce.

WordPress SOS

Non hai mai utilizzato WordPress e non sai da dove partire?

Scrivimi! Posso aiutarti attraverso una consulenza.

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Quanti soldi ci vogliono per aprire un blog?

Siamo arrivati alla fine degli argomenti dedicati ad debutto dell’attività del blogging e, se hai seguito fino a qui, ora potresti chiederti: “Ok, ma quanto mi costa?”. Sicuramente è da escludere un approccio al completamente gratuito, soprattutto se si tratta di un progetto di blog che desideri far crescere nel tempo. Posso comunque dirti che il costo per aprire un blog è sostenibile e che, soprattutto nelle prime fasi, non è necessario spendere più del dovuto o fare grossi investimenti.

Definisci la dispobibilità del tuo budget sulla base dei piani di costo di questi servizi (alcuni necessari fin da subito, altri strada facendo):

  • Hosting, generalmente il pagamento è annuale, si aggira intorno alle 100-150 euro.
  • Dominio, il costo si aggira tra i 15 e i 30 euro all’anno, pagabile per più anni.
  • Tema di WordPress, è l’insieme dei file che formano l’aspetto visivo del sito. Puoi iniziare con un tema gratuito anche se quando inizierai a prendere la mano, desidererai una maggior personalizzazione. Ti consiglio di optare da subito per l’acquisto di un tema, cercando tra le recensioni e valutandolo attraverso la funzione Demo. Alcuni temi si possono acquistare una tantum, altri invece hanno un piano annuale. Tra i marketplace di temi con servizio di assistenza cito Themeforest e Templatemonster.
  • Servizi legali e per l’adeguamento del sito al GDPR. Ne parlerò in un articolo dedicato. Per completare questo aspetto obbligatorio per legge si può consultare un legale (in questo modo la personalizzazione sarà ottimale) o a un servizio di privacy suite come Iubenda o Complianz.
  • Servizi di gestione e-mail Marketing, anche questo argomento merita di essere trattato in un articolo a sé.

Per concludere, all’inizio del tuo percorso potrebbe essere sufficiente un budget di tra i 200 e i 300 euro e poi… alla tua crescita! Se vuoi approfondire argomenti o strumenti specifici, scrivimi qui sotto in un commento così che possa creare un articolo dedicato. Continua a seguirmi sul sito!

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