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Come si può creare clamore intorno a un blog appena aperto? Ora che hai dato un aspetto dignitoso al sito e hai iniziato a pubblicare i primi articoli, è necessario trovare un modo per comunicare alle persone: “Ehi, guardate qui!”. Nella torta degli strumenti utili per diffondere i propri contenuti, una gran fetta è certamente occupata dai social media (tra cui Instagram, Tik Tok, Facebook, X, Whatsapp, Telegram, ecc…) o, per diversa struttura di funzionamento, dai motori di ricerca (Pinterest, Youtube…). Lo so, starai già pensando che attivarsi sulle piattaforme, creare contenuti che mirano a far nascere e crescere una community, innescare un certo tipo di engagement siano attività che richiedono tempo ed energia (al solo pensiero hai già il sudore alla fronte). Cosa vuoi che ti dica… purtroppo è così, un vero sclero! Soprattutto quando si è alle prime armi e si stanno raccogliendo nozioni a random su come poter crescere grazie ai social. Si spende davvero una marea di tempo e non sempre i risultati arrivano puntali.

Eppure, senza quel periodo impiegato tra prove ed errori, entusiasmi iniziali e rifacimenti totali, non si potrebbe arrivare da nessuna parte (a meno che tu non abbia un budget tale da permetterti di ingaggiare i migliori esperti a cui commissionare il lavoro di promozione ma, anche in questo caso, dovresti comunque avere le idee chiare sugli obiettivi). Detto questo, non è certo facile trovare il tempo per far tutto, soprattutto quando l’avventura sul web è ancora un progetto embrionale e quando alle sei di mattina la sveglia ti riporta alla realtà del lavoro stipendiato. Anch’io all’inizio pubblicavo un po’ dappertutto, senza un vero ordine e criterio di contenuto. Agivo come se il fatto di non essere presente su una determinata piattaforma potesse farmi perdere importatnti opportunità.

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Come scegliere i social media in cui diffondere il blog?

Quando mi sono, poi, trovata a rivedere i miei progetti di scrittura per il web ho compreso quanto fosse necessario fissare alcune regole per non continuare a dispendere energie senza ottenere gli sperati risultati di crescita. Una, in particolare, riguarda la comunicazione sui social media ed è questa: meno e meglio (con la e di congiunzione). Dunque, mi sono fermata, ho stabilito su quali canali investire energia e creatività, quali invece era il caso di lasciare da parte e quali, ancora, non era il caso di aggiungere alla strategia di comunicazione, considerato anche il tempo che occorre per fare pratica su un’applicazione che non si conosce. La confidenza nell’uso di una piattaforma e il riuscire a creare seguendo le regole del gioco di questa, sono certamente punti a favore nella costruzione di un sistema di diffusione efficace.

Un primo consiglio è quello di iniziare a essere attivi su uno, massimo due canali in modo da porterne scoprirne i potenziali, le preferenze di utilizzo e di interazione del pubblico e i diversi formati comunicativi presenti (video, immagini, carroselli, storie, dirette…). Per poter monitorare gli insight e la crescita è necessario, nella maggior parte dei casi, attivare un profilo business. In un primo momento si cercherà di crescere soprattutto in maniera organica, ossia cercando di raggiungere nuove persone senza creare annunci a pagamento e, soprattutto, senza optare per sistemi che generano scorciatoie (questi sono altamente sconsigliati dalle piattaforme stesse e penalizzano la crescita, ad esempio, acquisto followers, sistemi di followunfollow…).

La parte più complessa per un blogger (sempre in termini di tempo ed energie) è il fatto di dover creare contenuti che, seppure riprendono gli argomenti già approfonditi sul sito, siano in qualche modo ricostruiti ad hoc per “accontentare” le caratteristiche comunicative di un determinato social media o altro mezzo di diffusione. Per un lungo periodo ho operato in questo modo: mi dedicavo a scrivere gli articoli e, appena dopo la pubblicazione, facevo un giro sui vari social attivi applicando una sorta di copia-incolla-sintesi, convinta di questo “beh, in qualche modo lancio un semino che da qualche parte arriverà”. Con il tempo ho compreso invece che, se si vogliono raggiungere risultati concreti e misurabili, la comunicazione non deve mai essere lasciata al caso. Ogni azione necessita di essere definita a priori e progettata in ottica strategica.

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Bisognerebbe riuscire a considerare le piattaforme esterne al blog non tanto come se fossero un megafono per comunicare al mondo: “Ehi, venite a vedere un po’ qui!” ma piuttosto come se fossero dei prolungamenti del contenitore principale. Queste permettono di creare approfondimenti, sperimentare modalità comunicative, ampliare la rete di contatti, conoscere profili affini al tuo, interagire con il pubblico e (prima o dopo), vendere i prodotti/servizi offerti. Dunque è utile studiare con cura il punto da cui partire pur mantenendo lo sguardo sul punto di arrivo. Lo stesso principio vale per la creazione dei diversi contenuti sul blog: ogni articolo non va considerato come se fosse un elemento isolato ma va visualizzalo come parte di un progetto più ampio. In questo modo si agevola il processo che porta alla scrittura ipertestuale, il cuore pulsante del web (dove un ipertesto è un insieme di documenti messi in relazione da alcune parole chiave).

Considera il tuo progetto di scrittura sul web, di brand o personal brand, nel suo insieme. Ogni mezzo di comunicazione scelto deve avere uno scopo delineato e prevedibile.

Come si fa un Social Media Plan?

Eccoci ora operativi, pronti con la rosa delle piattaforme social scelte per far crescere e conoscere il blog. Ad esempio, per il progetto diventareblogger ho stabilito di essere presente, almeno inizialmente, soltanto su due canali: Pinterest e Youtube. Al momento ho scartato Instagram semplicemente perché è attivo per altri progetti e non riuscirei dunque a garantire una pubblicazione costante ed efficace alla crescita. Facebook e Twitter (mutato in X) li ho nel tempo un po’ abbandonati, non riesco a sintonizzarmi al meglio con i loro meccanismi attuali. Di Facebook mi manca molto il vecchio ritmo e credo che questo social sia diventato, nel corso del tempo, un luogo meno accogliente di com’era percepito all’inizio. Detto ciò, la prima cosa da fare, una volta che sono state individuate le piattaforme sulle quali essere presenti, è definire gli obiettivi della strategia social legata al blog.

In che modo voglio comunicare su questo canale?

Quali obiettivi di business voglio raggiungere (aumentare il traffico, incrementare le interazioni, generare vendite…)?

Come posso misurare gli obiettivi e capire quali azioni portano allo scopo e permettono di monetizzare con il blog?

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Stabilito che è meglio essere su un numero ristretto di piattaforme per riuscire a curarle nei minimi dettagli, è necessario definire i propri obiettivi in modo che siano realistici e misurabili. Ad esempio, si può valutare se lo stile comunicativo e la grafica adottata per il progetto abbiano un impatto positivo sull’aumento delle interazioni. Quando deduci che, nonostante gli sforzi, non ci sia un’effettiva crescita, la prima cosa da fare è quella di rivedere e migliorare la comunicazione, senza indugiare troppo se è necessario cambiare e apportare modifiche. Rimettere in discussione il progetto aiuta a farlo crescere e a farlo apparire più professionale e accattivante. Canva è uno degli strumenti ormai irrinunciabili per realizzare i progetti creativi destinati al web. Un esercizio che compio spesso sull’applicazione è quello di sfogliare le grafiche disponibili e immaginarle in maniera più ampia, mentre indossano i miei contenuti. Non usare mai una grafica così come è presente su Canva, anche quando ti sembra perfetta così com’è. Lasciati ispirare dalle tante proposte per trovare la tua versione creativa e creare qualcosa di unico nei tuoi progetti.

Nel momento in cui ancora non stai crescendo, dedica tempo a capire più che ad agire. Pubblicare troppi contenuti “così per provare” comporta il rischio di perdere la rotta e di non riuscire più a focalizzare chiaramente gli obiettivi di crescita. Insomma, s’incorre in un vero e proprio burnout da social network (e in questo caso è anche salutare zittirsi per un po’… non morirà nessuno). Fermati a riflettere sulle strategie messe in atto da altri competitor, studiale in maniera analitica e cogli gli spunti che possono essere utili e affini alla tua idea. Scegli due o tre competitor o affini a cui ispirarti. Con un’attenta analisi riuscirari ad adeguare ciò che vuoi dire a ciò che funziona e che viene apprezzato dal pubblico. Abituati fin dall’inizio a mettere tutto nero su bianco. Puoi costruire, ad esempio, uno schema di Social Media Plan simile a questo che ti propongo qui sotto e adeguarlo alle tue esigneze.

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Se hai domande o commenti su questo argomento non esitare a scrivere qui sotto il post.

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